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Mappe


Sumeri

Egizi

gli scriba




















Ittiti


La battaglia di Kadesh: Egizi e Ittiti

video tratto dalla trasmissione tv "Impero", è lo storico Valerio Massimo Manfredi che racconta come è andata la battaglia a Kadesh e di chi è stato il vero vincitore.




Greci

EbreiI popoli italiciEtruschi (in programmazione l'inserimento del materiale)
Romani




Tratto da OVObio
Giulio Cesare
Gaio Giulio Cesare è uno dei personaggi storici più influenti nella storia dell'antica Roma. E' un famoso generale e uomo politico. E’ con lui che Roma smette di essere una Repubblica per trasformarsi in un Impero.
Giulio Cesare nasce a Roma nel 100 a.C. in una delle più vecchie famiglie aristocratiche della città: la Gens Iulia. Gli storici dell’epoca lo descrivono come un uomo intelligente, alto di statura e particolarmente attento al proprio aspetto fisico. Trascorre i primi anni della sua vita a Roma, in un periodo di violenti scontri tra gli optimates e i populares. Gli optimates sono guidati da Silla e sostengono il potere della nobiltà terriera.
I populares, invece, sono schierati con i ceti urbani; uno dei loro leader è Gaio Mario, lo zio di Cesare. Cesare inizia la propria carriera politica nello stesso schieramento dello zio. Nell'82 a.C Silla ha la meglio sui populares e diventa dittatore, è allora che Cesare si allontana da Roma per evitare ritorsioni; tornerà in città solo in seguito alla morte del rivale, quattro anni dopo. A 31 anni diventa questore della Spagna: è questa la prima carica importante del suo lungo cursus honorum. Nel 61 a.C è governatore della Spagna Ulteriore. E’ in questi anni che Cesare stringe un patto di collaborazione non ufficiale con due tra i più importanti generali e uomini politici romani: Crasso e Pompeo. Questo accordo prende il nome di triumvirato. Grazie al nuovo sostegno di Crasso e Pompeo, Cesare diventa console nel 59 a.C e poco dopo governatore della Gallia Cisalpina e Transalpina. In nove anni Cesare completa la conquista della Gallia portando le legioni fino alla lontana Britannia. E' Cesare stesso a descrivere dettagliatamente queste imprese militari nel famoso De Bello Gallico.
Nel 53 a.C Crasso muore in battaglia contro il popolo dei Parti ed in seguito alla sua scomparsa si accende la rivalità tra gli altri due uomini del triumvirato. Pompeo teme la crescente popolarità di Cesare. Mentre il suo rivale è ancora in Gallia, viene nominato console unico e ordina all’ex alleato di sciogliere le legioni e rientrare a Roma. Cesare rifiuta. Nel 49 a.C., armato, varca il fiume Rubicone a capo del suo esercito, violando la legge che proibisce ai generali di entrare armati all’interno dei confini dello stato. E' guerra civile. Pompeo fugge dall’Italia, ma Cesare lo affronta e lo sconfigge a Farsalo nel 48 a.C. Pompeo si rifugia in Egitto e qui il Re Tolomeo XIII lo fa uccidere credendo di fare cosa gradita a Cesare che invece apprende con disappunto la notizia della morte del rivale. Cesare depone Tolomeo e lo sostituisce con sua sorella Cleopatra. Dall’unione nasce un figlio, Cesarione, che diventerà faraone. Nel 46 a.C Cesare viene nominato imperator, suprema carica politico-militare. E’ la fine della Repubblica Romana. Nasce l’Impero. Ma dopo due anni soltanto, Cesare viene ucciso. Un gruppo di oppositori politici contrari alla sua dittatura lo attende nei pressi del Senato. Quando Cesare arriva viene subito aggredito, le coltellate con cui viene ucciso
sono ventitré. Tra i cospiratori c’è anche una delle persone a lui più vicine. Cesare lo riconosce
appena prima di morire. Le sue ultime parole sono: Anche tu Bruto, figlio mio!


Gli antichi romani: grandi costruttori


by Loretta Danelon on May 22, 2011

Presentazione multimediale su terme, strade, acquedotti e principali monumenti dell'antica Roma


Interessante ed efficace questa linea del tempo animata che illustra e visualizza in breve tempo le varie espansioni degli Imperi dal 3000 a. C.ad oggi. L'animazione termina con l'indicazione della data in cui i vari Paesi africani e mediorientali ottennero l'indipendenza.

L'animazione è stata realizzata in flash, per cui è utilizzabile tramite LIM, pertanto è possibile intervenire sull'animazione, stoppando o scorrendo la timeline avanti o indietro. Utile in particolare per mettere a confronto le varie estensioni territoriali degli Imperi e la velocità di espansione delle varie Civiltà.
Animazione creata Da Roberto Sconocchini

Le antiche civiltà
Le grandi civiltà sono quelle che risalgono a circa due millenni fa. Con la nascita dell'agricoltura molti gruppi smisero di spostarsi da un luogo all'altro, per seguire le migrazioni degli animali o per cercare i prodotti spontanei della terra. Cessarono cioè di essere nomadi e divennero sedentari.
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Cominciarono a formarsi i primi villaggi e, in modo molto naturale, avvenne così via via il passaggio da questi alle prime forme di insediamento urbano, le città. Questi insediamenti si svilupparono prima in quelle zone della terra dove favorevoli fattori alla sopravvivenza dell'uomo stesso e alla sua organizzazione, gettando le basi delle antiche civiltà che oggi conosciamo come: le Civiltà dei Fiumi.
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La nascita di grandi civiltà e l'integrazione dell'uomo con i suoi simili, è stata favorita o osteggiata, dal clima, dall'ambiente e dalle risorse naturali determinate da questi due importantissimi elementi.

Furono proprio le condizioni climatiche favorevoli che, circa 4000 anni fa, consentirono gli insediamenti umani in alcune zone della terra, dove c'era grande abbondanza d'acqua dolce come nelle vicinanze dei grandi fiumi come ad esempio il Tigri e l'Eufrate in Mesopotamia, l'attuale Iraq; il Nilo in Egitto o come l'Indo in India e il Fiume Giallo in Cina.

Con i primi insediamenti urbani si svilupparono:

  • l'agricoltura

  • l'artigianato

  • il commercio.

Questo fu possibile nelle regioni più favorite dal clima e dall'ambiente. Nacquero le prime civiltà, le civiltà dei fiumi, che si espansero nei territori vicini.

In particolare le civiltà sorte in Mesopotamia e in Egitto. Si trattava infatti, di regioni bagnate da grandi fiumi: il Tigri e l'Eufrate per la prima, il Nilo per la seconda.



I Sumeri

Le prime civiltà, sorte in Mesopotamia e in Egitto, avevano questo grande vantaggio di essere bagnate dai grandi fiumi come il Nilo, il Tigri o l'Eufrate. Di conseguenza, l'assenza di freddo e di piogge evitava tutte le difficoltà collegate al gelo e alle intemperie, inoltre le abitazioni potevano essere molto essenziali, perchè il clima mite non rendeva necessaria la costruzione di abitazioni complesse.

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Inoltre la presenza del fiume presto, si trasformò in importante via di comunicazione, utile a scambi commerciali e culturali. Infatti non solo in Mesopotamia la civiltà umana prendeva vita in tutte le sue fiorenti forme; basti pensare a quelle civiltà che sorsero in India sulle rive dell'Indo e in Cina presso il fiume Giallo. Un concetto interessante a proposito di queste civiltà urbane, è che le città nate da villaggi man mano ingranditi, non comprendevano solo numerose abitazioni ma anche botteghe di artigiani che svolgevano differenti mestieri e si specializzavano nel lavoro, chi producendo vasi, chi nell'arte del fabbro; ma tutti con uno scopo comune: produrre merce per venderla. Vi erano inoltre anche altre categorie di abitanti: i sacerdoti che detenevano il potere politico e religioso, i guerrieri che erano per lo più comandanti e soldati, gli amministratori e gli scribi, coloro cioè che sapevano scrivere. Di importante rilevanza vedremo poi con i Sumeri l'avvento della scrittura; essi perfezionarono e svilupparono un sistema di scrittura che era già usato per registrare bestiame e prodotti agricoli. In queste antiche civiltà prende forma il concetto di vita sociale ed economica.

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I Sumerisi stabilirono nella Mesopotamia meridionale verso il 4000 a.C. arrivando probabilmente dall'altopiano dell'Iran. I Sumeri si organizzarono in città separate e indipendenti, ognuna governata da un proprio sovrano, che era anche sacerdote e capo dell'esercito.

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Immagine tratta da: allaulalweb.splinder.com

Le città più importanti furono Lagash, Kish, Uruk e Ur,di quest'ultima ricordiamo le ononime Tombe reali del 2500 circa. La Sumeria, che vuol dire paese coltivato, fu infatti abitato da gente che riuscì a trasformare gli acquitrini in terre fertili e a coltivare il grano. I Sumeri furono tra i popoli più laboriosi e civili dell'antichità. Essi, infatti, imparorono a lavorare il rame e il bronzo, a usare la barca a vela, i carri e gli aratri.

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Sprovvisti di cave di pietra, inventarono il mattone fatto di fango misto ad argilla ed indurito al sole; idearono ed applicarono inoltre nuove tecniche edilizie, quali l'arco e la volta, dimostrando grande abilità nella costruzione di palazzi e soprattutto delle ziggurat, i templi dedicati agli déi protettori, e le cui scalinate si innalzavano al cielo come la biblica Torre di Babele. Nelle ziggurat si accumulavano le ricchezze del paese, registando le entrate e le uscite con i segni incisi su tavolette di creta, essiccate poi al sole.
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Questa scrittura, sarà in seguito chiamata scrittura cuneiforme per la somiglianza dei vari segni a dei cunei,ma anche perché i segni erano prodotti da cunei.


Gli Egiziani

I Greci
http://www.pianetascuola.it/risorse/media/primaria/adozionali/rino_storia

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Piattaforma didattica dedicata alla scuola primaria, contiene brevi animazioni che sintetizzano le tappe principali dei quadri delle antiche civiltà.







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http://nelgiardino.altervista.org )

Gli Ebrei


Gli Ebrei abitavano la terra di Canaan, confinante a Nord con la catena del Libano e dell’Antilibano, a sud con il deserto del Sinai, a Est con il deserto Arabico, a ovest con il Mediterraneo. In origine la terra di Canaan fu abitata dai Cananei, popolo etnicamente affine ai Fenici. Verso il 1200 a.C. fu occupata lungo il litorale dai Filistei, uno dei popoli del mare, di origine indoeuropea. Dai Filistei deriva alla terra di Canaan il nome Palestina. La regione più fertile della Palestina era la Galilea, e si estendeva dalle montagne del Libano a sud fino al monte Tabor. La Galilea era la regione dove visse Gesù. Nel centro della Palestina era la Samaria, a sud la Giudea, arida e dirupata, con Betlemme e con la capitale Gerusalemme.
A Oriente era l’attuale Transgiordania, che gli Ebrei chiamavano Gilead.
La Palestina ebbe una grande importanza storica perché diede origine a Ebraismo e Cristianesimo, inoltre essa era l’unica via terrestre praticabile tra l’Egitto, la Siria e la Mesopotamia: fondamentale fu quindi il suo ruolo nell’emigrazione e nel commercio.

NOTIZIE STORICHE
Dalla Bibbia
Nel (2100 a.C.). il patriarca Abramo, capo riconosciuto dal popolo ebreo sia dal punto di vista religioso che politico, viveva con la sua gente a Ur, nella Caldea meridionale. Un giorno Abramo ricevette da Dio l’ordine di abbandonare la Caldea e di guidare il suo popolo fino alla terra di Canaan.
Abramo e il suo popolo affrontarono terribili traversie finché non giunsero ad occupare la terra ad occidente del Giordano. Da questa occupazione nacque il nome di Ebrei, che significa abitanti dell’altra parte del fiume.
Ad Abramo successe il figlio Isacco, a Isacco successe Giacobbe. Giacobbe fu chiamato anche Israele, che significa forte dinanzi a Dio.
Giacobbe ebbe 12 figli, ma il suo preferito era Giuseppe. I fratelli erano gelosi di Giuseppe e un giorno decisero di venderlo ad alcuni mercanti che lo condussero in Egitto. Grazie alla sua intelligenza e saggezza Giuseppe divenne ministro del faraone.
La Palestina dovette affrontare delle gravi carestie così i fratelli vennero in Egitto a far provviste. Giuseppe li riconobbe e ottenne dal Faraone il permesso di trasferire il popolo ebreo in Egitto.
Il popolo ebreo rimase in Egitto dal 1650 al 1300 circa.


L’esodo dall’Egitto (1300-1250 circa).



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Gli Ebrei prosperarono in Egitto, ma non si mescolarono mai agli Egiziani: conservarono lingua, religione, cultura. Dopo la cacciata degli Hyksos gli Egiziani estesero il loro odio nei confronti degli stranieri agli Ebrei, che non si erano mai integrati, e li tennero in Egitto come schiavi, sottoponendoli a lavori molto duri. Gli Ebrei furono liberati dall’oppressione egiziana da Mosé, il quale, secondo il racconto biblico, aveva ricevuto da Dio l’incarico di riportare il popolo eletto nella Terra Promessa (la Palestina). Il nome Mosé significa "salvato dalle acque". Racconta infatti la Bibbia che il Faraone, vedendo che gli Ebrei aumentavano in numero e in potenza malgrado i maltrattamenti, aveva ordinato che venissero uccisi tutti i neonati maschi dei discendenti di Giacobbe. Mosé fu sottratto a questo tragico destino dalla madre che lo depose in un canestro sulla riva del Nilo in un posto dove soleva bagnarsi la figlia del Faraone. Quest’ultima, sentendo i pianti del fanciullo lo fece portare nel palazzo reale dove fu allevato e istruito. Dopo diverse peripezie raccontate nella Bibbia e molto note anche per i numerosi film e romanzi prodotti sull’argomento, Mosè riuscì a guidare gli Ebrei fuori dall’Egitto e ad attraversare il mar Rosso. Il popolo ebreo non raggiunse però subito la Terra Promessa, ma vagò per 40 anni nel deserto. Secondo la Bibbia tale ritardo fu dovuto alla necessità di una completa rigenerazione spirituale del popolo ebraico prima di affrontare le bellicose popolazioni cananee. Durante la peregrinazione nel deserto Mosé, secondo la Bibbia, ricevette le Tavole della Legge (I dieci comandamenti) da Dio sul monte Sinai.

In questa cartina si evidenzia come tra i 1946 e 2000 si è ridotto il territorio considerato Palestinese.
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Gli Ebrei in Palestina (1250-1230 circa).
Mosé morì prima di raggiungere la Terra Promessa. Il comando fu preso da Giosué, il quale, attraversato il Giordano, riuscì ad espugnare la città di Gerico e ad occupare gran parte della Palestina dopo una serie di battaglie terribili contro i Cananei.
Il territorio fu diviso tra undici tribù di Israele, che era composto da dodici tribù. La dodicesima , la tribù di Levi, da cui erano tratti i sacerdoti, fu esclusa da ogni proprietà e sarebbe vissuta disseminata tra le altre dalle quali avrebbe ricevuto la decima parte dei prodotti dell’agricoltura. Alla morte di Giosuè le dodici tribù ripresero la loro autonomia e si governarono da sole conservando soltanto legami religiosi tra loro.
I Giudici (1230-1020) Dovendo però lottare duramente contro i popoli confinanti avevano bisogno di una maggiore unità: quindi nei momenti di maggiore pericolo sceglievano dei capi militari e politici detti Giudici, i quali riportarono diverse vittorie contro i nemici senza mai riuscire a batterli definitivamente.
Tra i giudici probabilmente si ricorda di più Sansone, celebre per la sua forza straordinaria e per la celebre storia d’amore con Dalila che lo tradì rubandogli il segreto della sua forza.
I Re (1020-922).
La minaccia dei popoli confinanti si faceva sempre più pericolosa e pressante: fu quindi necessario costituirsi in monarchia.
La monarchia acquistò fin dall’inizio carattere sacro perché Samuele, ultimo dei giudici e sommo sacerdote, consacrò Saul (1020-1000) su indicazione divina.
Saul sconfisse i Filistei e altri popoli nemici in diverse battaglie, ma sconfitto dai Filistei presso il monte Gelboè si uccise sul campo di battaglia.
Successore di Saul fu Davide, suo genero, che Saul aveva perseguitato perché roso dall’invidia a causa del suo valore in guerra.
Davide fu il più grande tra i re d’Israele.
Si fece notare per il suo valore quando, semplice pastorello, sconfisse e uccise il gigante Golia, campione dei Filistei, armato di una semplice fionda.
Davide sconfisse definitivamente i Filistei e gli altri nemici d’Israele e stendendo i confini del regno fino alla Siria a nord, l’Eufrate a est e il mar Rosso a sud.
Conquistò Gerusalemme e ne fece la capitale del regno, nonché centro politico e religioso del suo popolo.
Approfittando del suo immenso prestigio limitò molto l’autonomia delle tribù accentrando i poteri nelle mani del re.
Davide fu grande poeta e musicista; di lui rimangono nella Bibbia molti inni religiosi (i Salmi) cantati dai sacerdoti e dal popoli in onore di Dio.
Grande e famoso fu anche Salomone, (961-922) figlio di Davide, il quale si dedicò a dare al suo popolo prosperità e splendide opere edilizie.
Salomone protesse gli artisti, si fece costruire una magnifica reggia nella quale furono impiegati anche artigiani fenici, strinse relazioni politiche e commerciali con gli Egiziani e con la favolosa regina di Saba che si mosse dal suo regno lontano per conoscere Salomone e la sua sapienza.
Salomone, divenuto leggendario per la sua sapienza, scrisse anche tre libri sacri: I Proverbi, l’Ecclesiaste, il Cantico dei Cantici.
Come spesso succede nella storia dei popoli il punto più alto coincide con l’inizio della decadenza: i forti tributi imposti per la costruzione di edifici pubblici e per il lusso della corte provocarono un gran malcontento tra la gente.
Fece le spese di questi malcontenti il figlio di Salomone, Roboamo: in seguito a una grande insurrezione ben dieci tribù si staccarono dal regno scegliendo come capo Geroboamo, che era stato un capo dell’opposizione al tempo di Salomone ed era stato condannato all’esilio.
Si formarono così due regni: a Nord il regno d’Israele (922-586), formato dalle dieci tribù secessioniste, con capitale Samaria; a sud il regno di Giuda, formato dalla tribù di Saul e dalla tribù di Davide, con capitale Gerusalemme. La durata del regno di Giuda va dal 922 al 586.
Approfittarono di questa divisione e del conseguente indebolimento gli Assiri a est e gli Egiziani a sud.
Il regno d’Israele fu maledetto dai profeti. La sua storia fu caratterizzata da molte discordie interne e terminò sotto il re Sargon II che deportò gran parte del popolo in Assiria.
Dopo la fine del regno d’Israele gli unici Ebrei superstiti (non dispersi in mezzo agli altri popoli) furono quelli del regno di Giuda; per questo si suole definirli, da, da quel momento in poi, anche Giudei.

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Il Regno di Giuda durò un secolo in più (586), cadde sotto la conquista babilonese del re Nabucodonosor e gran parte della popolazione fu deportata in Babilonia (cattività Babilonese). Durante i combattimenti tra Babilonesi ed Ebrei fu distrutta la città di Gerusalemme. La cattività babilonese durò cinquanta anni, fino a quando Ciro, re di Persia, conquistò la Babilonia e permise agli Ebrei, con un editto di ritornare in Palestina. Gli Ebrei ricostruirono Gerusalemme e il tempio, ma passarono prima sotto il dominio della Macedonia, dell’Egitto, della Siria e infine dell’impero romano.
La dispersione degli Ebrei per il mondo.

Nel 66 d.C. sotto il regno di Nerone, il generale Vespasiano domò una ribellione degli ebrei. Salito al trono Vespasiano suo figlio Tito sconfisse definitivamente gli Ebrei, distrusse il tempio di Salomone e gli Ebrei furono dispersi per il mondo. (70 d.C.) Essi, legati dal vincolo della religione e dell’appartenenza etnica, rimasero tuttavia rigidamente attaccati alle tradizioni dei loro padri, considerandosi stranieri nei paesi che li ospitavano, e subendo spesso, per questo, odio e persecuzioni.
Religione
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Fondamenti dalla Bibbia. Dio ha creato gli uomini a sua immagine. Gli uomini sono responsabili delle proprie azioni e saranno giudicati alla fine della loro vita. Le norme alle quali gli uomini devono obbedire sono contenute nelle tavole della Legge che Dio diede a Mosé sul monte Sinai dopo la fuga dall'Egitto. Anche prima di questo episodio, però c'era un patto tra Dio e il suo popolo: external image eb_tempiosalomone.jpgil popolo avrebbe ubbidito ai comandamenti di Dio ed egli, come un padre, avrebbe dato loro quanto necessario per una vita prospera e felice. Secondo la Bibbia la "Terra promessa", era stata concessa da Dio al suo popolo facendo seguito alla promessa fatta ad Abramo.

Il sabato


Tra le feste religiose degli Ebrei, quella del sabato è la più importante e commemora il giorno di riposo preso da Dio dopo la creazione. Il sabato quindi è un giorno di riposo assoluto per tutti, liberi. La Pasqua invece coincide con il ritorno della primavera e ricorda la liberazione dall’Egitto; la Festa dei Tabernacoli (“delle tende o capanne”) è invece la festa della mietitura.
Ogni 50 anni si celebrava anche il Giubileo: per la durata di un anno non si lavorava la terra e si raccoglieva soltanto ciò che cresceva spontaneamente nei campi. Inoltre, in virtù delle leggi dell’uguaglianza contenute nelle Tavole della Legge, si liberavano gli schiavi e si ridava il possesso di tutti i beni a coloro che avevano dovuto cederli per debiti.
La Bibbia
L’intera storia del popolo ebraico è raccontata nella Bibbia, il libro delle leggi e delle usanze religiose degli Ebrei. Queste leggi e usanze furono raccolte da moltissimi scrittori, i quali raccontarono anche gli avvenimenti di cui erano venuti a conoscenza. Nacque così una delle prime storie del genere umano. Il cristianesimo accolse la Bibbia degli Ebrei (Vecchio Testamento) come proprio testo sacro, integrandola con il Nuovo Testamento e diffondendola in tutti i luoghi e i Paesi dove si affermò.

I popoli italici
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Esisteva a Roma, fin dalla fondazione della città (753 a.C.), una rigorosa divisione tra i cittadini, che erano distribuiti in tre classi: patrizi, cavalieri e plebei. Patrizi e cavalieri, pur essendo una minoranza, costituivano il ceto dominante. La legge e la ricchezza conferivano loro privilegi e potere. La maggioranza della popolazione era costituita dalla plebe.
Il romano affermava con orgoglio: «Io sono cittadino romano». La cittadinanza gli dava tutti i diritti politici, tra cui la facoltà di votare nelle assemblee e indossare la toga, il mantello di lana che distingueva i cittadini dagli stranieri. Questi diritti furono poi estesi a tutti gli uomini liberi dell’impero nel 212 d.C. Le donne a Roma erano rispettate, ma non partecipavano alla vita pubblica: non potevano testimoniare in tribunale o votare alle assemblee.
A loro erano affidate la cura dei figli e l’amministrazione della casa.
I cavalieri erano cittadini-soldati che potevano permettersi di possedere un cavallo, con il quale combattere in battaglia. Erano quindi più ricchi dei semplici plebei, che combattevano a piedi. Chi voleva diventare cavaliere doveva possedere almeno 400 000 sesterzi, una somma piuttosto grande. I cavalieri ricoprivano importanti cariche pubbliche: governatori
di alcune province, ufficiali dell’esercito, della polizia e dei pretoriani, guardie dell’imperatore.
I senatori appartenevano all’aristocrazia patrizia, cioè alle antiche famiglie nobili romane, oppure alle famiglie plebee che avevano avuto almeno un antenato console. Era proibita loro ogni attività commerciale, tuttavia possedevano grandi proprietà terriere, dalle quali percepivano grandi ricchezze. Per entrare in senato, infatti, bisognava possedere almeno
un milione di sesterzi. In pubblico i senatori indossavano il laticlavio, una toga ornata da una larga fascia di porpora; a teatro e durante le cerimonie religiose occupavano i posti d’onore in prima fila.
Con Ottaviano Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) l’imperium (la facoltà di dare ordini), che in età repubblicana i comizi davano agli alti magistrati per il loro periodo d’incarico, venne conferito a vita all’imperatore, il princeps. In teoria all’imperatore mancava solo il potere di fare le leggi, che rimase al senato e ai comizi; in pratica egli governava a proprio piacimento,
emettendo le proprie leggi, i decreti. In questo modo la repubblica romana si trasformò in un impero.
Gli schiavi, comprati e venduti come merce, erano adibiti a ogni tipo di lavoro: in città come servi; in campagna come contadini e operai. Divennero molto numerosi dopo la seconda guerra punica, a seguito delle vittorie militari dei romani, e diminuirono dopo il II secolo d.C., quando ormai le guerre di conquista erano terminate. Gli schiavi dipendevano da un padrone, che aveva su di loro diritto di vita e di morte, ma anche il dovere di mantenerli e dar loro una paga, il peculio, con cui potersi riscattare e diventare liberto.


G. Caselli, Le grandi civiltà del mondo antico, Giunti junior, pp. 226-227 (adattamento).


La Civiltà Cinese, ecco un filmato tratto dalla trasmissione televisiva "Passaggio a Nord-Ovest".
Il filmato descrive la "Grande Muraglia", dell'"Esercito di Terracotta" e del primo imperatore che unì la Cina.